Un progetto… sostenibile!

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Cascina Commenda: un esempio di conciliazione tra passato e futuro

Per chi arriva a Rivalta da via Einaudi il grande cantiere ricoperto di teli blu a pochi passi dal Monastero e dal Mulino non è certo un bel biglietto da visita. In effetti si tratta della ristrutturazione a centro commerciale, approvata dalla precedente amministrazione, di una cascina che fino a poco tempo fa ancora raccontava di una comunità contadina, articolata nei numerosi edifici rurali sparsi sul territorio.

polo commerciale ex cascina commenda rivalta di torino ante modifica

Dopo alcune vicende che hanno portato al blocco del cantiere per realizzazioni difformi dal progetto approvato, ora la nuova amministrazione guidata dal Sindaco Marinari ha instaurato, tramite l’assessorato all’Urbanistica, un dialogo con la proprietà, con i progettisti, con gli Uffici tecnici e con la Commissione del Paesaggio, per cercare di migliorare il progetto e per restituire alla cittadinanza un edificio che non cancelli del tutto la sua storia, attraverso il mantenimento di gran parte dei caratteri originali, come illustrato dalla immagini gentilmente fornite dai progettisti architetti Biase Fusco e Alessandro Vitaloni.
In particolare, partendo dal mantenimento della volumetria originaria e delle parti storiche recuperabili nonostante i gravi problemi strutturali, si è provveduto ad integrare il più possibile le necessarie trasformazioni legate alla nuova destinazione d’uso (negozi, attività di servizio e ricezione come bar e ristorante) alla riproposizione dei caratteri architettonici tradizionali.
Il progetto è incentrato sulla valorizzazione della corte che diviene luogo di incontro e di transito pedonale, attraverso un nuovo accesso dalla via Einaudi. Una rampa a gradoni dal disegno fortemente espressivo e moderno permette il collegamento 2 ai due livelli dell’edificio e dialoga con il ballatoio esterno realizzato in modo più tradizionale in legno, con parapetto in bacchette di ferro. La pavimentazione della corte sulla quale si affacceranno i dehors dei locali, è prevista in parte a verde, in parte in materiali permeabili, con recupero e fitodepurazione delle acque piovane, utilizzate per l’irrigazione, secondo gli studi dell’agronomo Ettore Tisci.
Particolare cura è stata dedicata alla scelta di essenze vegetali, come il sambuco e il pero a spalliera, a testimoniare la vocazione della coltivazione a frutteto delle corti.

 

La copertura è in coppi e le finiture di facciata in intonaco o in laterizio. Le aperture, ampie vetrate al piano terra e più tradizionali al piano superiore, sono funzionali alla destinazione a negozi, ma rispettano la scansione dei pilastri in mattoni vecchi lasciati a vista che ripropongono l’immagine delle pertinenze rurali.
L’attuale ripresa dei lavori dovrebbe portare alla conclusione del cantiere entro un anno e ad un esito finale più rispettoso della storia, dell’ambiente e del paesaggio.
Guido Montanari
Assessore all’ Urbanistica,
Edilizia privata e Paesaggio
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